Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

L’intervento dei Cobas pisani all’assemblea nazionale del Cobas Lavoro Privato

Postato il 17 Giugno 2013 | in Lavoro Privato, Sindacato | da

Cari compagni\e, intervengo a questa assemblea nazionale del cobas lavoro privato portandovi i saluti di tutti\e coloro che non sono qui presenti perchè impegnati in vertenze sul territorio

E’ il caso dei lavoratori di Pioppogatto in Versilia che stanno per terminare la cassa integrazione e hanno dovuto intraprendere una causa legale per rivendicare il diritto alla rotazione della cassa e il diritto a non mutare in peggio il contrattonei cambi di appalto. Ne abbiamo parlato tanto anche sul sito dei cobas pisani, è singolare che siano soli i Cobas fautori della continuità contrattuale senza cedere alle lusinghe delle cooperative e di quanti , come Cgil Cisl Uil, disattendono perfino i contratti nazionali da loro stessi sottoscritti, schiavi ormai delle deroghe ai contratti che permettono ai padroni di decidere su tante materie come orari, organizzazione del lavoro, turni.

Solo ieri , sabato 15 Giugno, la manifestazione per il diritto alla salute ha attraversato la città di pisa, un corteo nato dal presidio permanente dei lavoratori e lavoratrici Misericordia che tra due settimane potrebbero essere licenziati, più di 40 dei 65 attualmente in organico.

Cgil Cisl Uil sono praticamente scappati lasciando la barca ad affondare, hanno rinunciato a denunciare pubblicamente il debito della Confraternita, hanno scelto di stare ai tavoli istituzionali ma non nelle piazze, mai hanno messo piedi alla rotonda del presidio, mai partecipato alle assemblee popolari nel quartiere.

La vertenza Misericordia ha visto i Cobas lavorare fianco a fianco con pezzi significativi delle realtà sociali, del resto la esperienza della Versilia ha visto nascere i cobas proprio all’interno di realtà sociale come il Caav e il Saars.

Ma a questa assemblea nazionale noi arriviamo con poco entusiasmo perchè da troppi anni si rinvia quella riorganizzazione del cobas lavoro privato che oggi assume i connotati di un grande calderone dove trovi la cooperativa, l’operaio, l’informatore medico, il tecnico, l’informatico, tutti insieme senza un reale coordinamento.

Noi pensiamo che non sia più rinviabile una riorganizzazione interna che si prefiguri pochi obiettivi lavorando al loro raggiungimento, per esempio coordinamenti di comparto individuando per ognuno un paio di compagni di riferimento una costante interazione con gli uffici legali campagne che portino in giro per il paese i settori in lotta, che faccia conoscere le vertenze dei territori dando alle stesse rilevanza nazionale.

I salari sono sempre più bassi,la gente non arriva ha fine mese, il quadriunvirato ( cgil\cisl\ulm\ugl) glissa sui problemi di lavoratori, le istituzioni soprattutto quelle secondarie, cioè i comuni aiutano come possono ma hanno poche risorse a disposizione, falcidiati non solo dalla spending review ma da politiche miranti all’investimento nelle grandi opere, nelle speculazioni immobiliari.

Che fare????????

Bisogna stare con i lavoratori, bisogna prima di tutto ascoltarli, per poi intervenire sui vari conflitti ma senza perdere di vista obiettivi come la difesa di posti di lavoro , il sostegno alle vertenze aperte con una cassa di solidarietà che si faccia promotrice di iniziative anche al di fuori dell’ambito cobas, per riprendere quel rapporto, un tempo stretto, con le realtà sociali, il mondo del lavoro.

La discussione al nostro interno è spesso astratta, crediamo che i Cobas abbiano sottovalutato le lotte nella logistica e solo pochi di noi hanno compreso la loro importanza, crediamo che si debba lavorare fin da ora ad un progetto sindacale e conflittuale ma allo stesso tempo capace di parlare con i disoccupati (mettere insieme le esperienze di comitati che anche a pisa stiamo provando a costruire), con i giovani, con il variegato mondo dell’interinale e delle partite iva che nascondono lavoro subordinato.

Esistono margini di azione e di lotta, senza organizzazione non potremo operare, la discussione sindacale e politica vada di pari passo alla definizione di un modello organizzativo che sia trasverale, democratico e accresca al nostro interno le responsabilità e le competenze, per esempio con coordinamenti di comparto senza i quali andremo ben poco lontano.

I Cobas pisani fin da ora si dichiarano disponibili a fare la loro parte nel settore delle cooperative, nel multiservizi, nell’igiene ambientale, nei teatri e società in house, queste ultime settori trasversali tra pubblico impiego e privato , situazioni da seguire convinti che potrebbero arrivare tagli, esuberi da respingere con forza.

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