Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

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Postato il 2 Settembre 2019 | in Sicurezza sul lavoro | da

IL RISCHIO DELLE POLVERI NEI CANTIERI DI DEMOLIZIONE

Da Punto Sicuro

24/07/19

Di Alessio Durastante

Rischio, analisi e prevenzione per la sicurezza pubblica e dei lavoratori in relazione alla presenza di polveri nelle attività di demolizione. La normativa, le conseguenze sulla salute e la prevenzione.

Le polveri sono particelle solide disperse in aria di diametro compreso tra 0,1 e 100 micron che possono entrare nel tratto respiratorio (frazione inalabile) e possono essere organiche o inorganiche, inerti o tossiche.

La pericolosità delle particelle dipende dalla loro natura fisico-chimica, dalla concentrazione nell’aria e dalle relative dimensioni. In aria la concentrazione delle particelle è espressa in mg/m3 o µg/m3 mentre quella delle fibre si misura in ff/l o ff/cm3.

Le particelle costituite da polveri e fibre raggiungono le strutture polmonari profonde (alveoli) solo quando il diametro ad esse associato è molto piccolo (< 3÷5 micron) perché la capacità di penetrazione del materiale particellare dipende dalle dimensioni del particolato sospeso in aria (diametro aerodinamico) e nel caso delle fibre è la geometria “allungata” a favorire la penetrazione nell’apparato respiratorio.

Leggi tutto all’indirizzo:

https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/settori-C-4/edilizia-C-10/il-rischio-delle-polveri-nei-cantieri-di-demolizione-AR-19253/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_content=3&utm_campaign=nl20190724%2BPuntoSicuro%3A+sommario+del+24+luglio+2019&iFromNewsletterID=2622

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QUALI SONO I RISCHI PER LA SALUTE DEI LAVORATORI DEL SETTORE SANITARIO?

Da Punto Sicuro

25/07/19

Una scheda presenta utili informazioni sulle malattie professionali in ambito sanitario. I fattori di rischio per i lavoratori, i problemi del sovraccarico biomeccanico, il contesto italiano, le patologie specifiche e la prevenzione.

Se alcune stime recenti hanno sottolineato che in Europa le malattie correlate al lavoro causano circa 200.000 decessi l’anno, con un costo stimabile nell’Unione Europea (UE) e per malattie e infortuni professionali in circa 476 miliardi di euro, è importante rilevare che il settore sanitario è uno dei più grandi settori occupazionali. Questo settore occupa circa il 10% dei lavoratori dell’Unione europea e le donne rappresentano circa il 77% della forza lavoro.

In relazione al tema delle malattie professionali nella UE la percentuale di lavoratori che riferiscono di compiere operazioni di trasporto o movimentazione di carichi, pur in diminuzione, continua a rimanere alta (34,5%) e raggiunge il 38% nei 10 nuovi Stati membri.

Dunque, i disturbi muscoloscheletrici degli arti superiori e del collo (DMAS) rappresentano la forma di malattia professionale più diffusa in Europa, responsabile del 45% e più di tutte le malattie professionali. E nel settore sanitario, per tali disturbi, si registra il secondo tasso più elevato di incidenza tra le patologie correlate al lavoro, subito dopo il settore edilizio.

Leggi tutto all’indirizzo:

https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/settori-C-4/sanita-servizi-sociali-C-12/quali-sono-i-rischi-per-la-salute-dei-lavoratori-del-settore-sanitario-AR-19310/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_content=5&utm_campaign=nl20190725%2BPuntoSicuro%3A+sommario+del+25+luglio+2019&iFromNewsletterID=2623

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IMPARARE DAGLI ERRORI: ANCORA INCIDENTI NELLE AREE DI STOCCAGGIO

Da Punto Sicuro

25/07/19

Di Tiziano Menduto

Esempi di infortuni nei luoghi dedicati allo stoccaggio e all’accatastamento di merci. Le conseguenze della caduta di tubi e di pannelli metallici. I magazzini industriali e alcune prassi di accatastamento e di stoccaggio.

Concludiamo con questa puntata di “Imparare dagli errori”, la rubrica dedicata al racconto degli infortuni professionali, il nostro viaggio attorno ai rischi e agli incidenti che avvengono nelle zone di immagazzinamento, accatastamento e stoccaggio. Incidenti che, come abbiamo visto anche in tanti articoli di PuntoSicuro, dipendono spesso dalla mancanza di idonee procedure lavorative di stoccaggio e di prelievo del materiale stoccato.

Anche in questo caso le dinamiche degli infortuni che presentiamo sono contenute nelle schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l’analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

Nell’articolo ci soffermiamo in particolare su:

i casi di infortunio nelle zone di stoccaggio e accatastamento;

l’accatastamento corretto e i luoghi di immagazzinamento.

Leggi tutto all’indirizzo:

https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/imparare-dagli-errori-C-99/imparare-dagli-errori-ancora-incidenti-nelle-aree-di-stoccaggio-AR-19236/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_content=6&utm_campaign=nl20190725%2BPuntoSicuro%3A+sommario+del+25+luglio+2019&iFromNewsletterID=2623

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QUALI SONO I PIÙ IMPORTANTI FATTORI DI RISCHIO PER I LAVORATORI ANZIANI?

31/07/19

Da Punto Sicuro

Una scheda di Infor.mo. si sofferma sui dati e sulle dinamiche infortunistiche nei lavoratori anziani. Cinque comparti racchiudono oltre il 90% degli infortuni mortali: agricoltura, costruzioni, comparto manifatturiero, terziario e trasporti.

Nel mondo del lavoro si assiste nel tempo a continue mutazioni delle caratteristiche della popolazione lavorativa sotto vari aspetti di carattere sociale, economico e demografico. E, come rilevato in molti articoli del nostro giornale, negli ultimi anni nei paesi occidentali è sempre più evidente il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione lavorativa.

Ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito come lavoratore che invecchia (aging o ageing) colui che supera l’età di 45 anni e come lavoratore anziano (aged) chi ha oltre 55 anni.

E a conferma del progressivo invecchiamento della popolazione, nella UE si stima che nel 2025 i lavoratori di età tra 50 e 64 anni saranno il 35%, pari al doppio dei minori di 25 anni, ponendo problemi di sostenibilità economica, anche dal punto di vista sanitario e pensionistico, rendendo di conseguenza necessaria una maggior durata della vita lavorativa.

A segnalarlo e a fornire alcuni dati numerici e indicazioni sui problemi infortunistici e i rischi dei lavoratori anziani è una recente scheda informativa pubblicata da INFOR.MO., strumento per l’analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

Leggi tutto all’indirizzo:

https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/differenze-di-genere-eta-cultura-C-49/quali-sono-i-piu-importanti-fattori-di-rischio-per-i-lavoratori-anziani-AR-19304/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_content=5&utm_campaign=nl20190731%2BPuntoSicuro%3A+sommario+del+31+luglio+2019&iFromNewsletterID=2633

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IMPARARE DAGLI ERRORI: INCIDENTI CON LE MACCHINE NEL COMPARTO ASFALTATORI

Da Punto Sicuro

01/08/19

Di Tiziano Menduto

Esempi di infortuni nell’utilizzo di attrezzature di lavoro nelle attività di asfaltatura. Gli incidenti in un cantiere stradale alla guida di una schiacciasassi e in lavori di asfaltatura di una strada con un compattatore. Gli infortuni e la prevenzione.

Come abbiamo visto in precedenti puntate di “Imparare dagli errori”, nel comparto asfaltatori (un comparto con aziende dedite alla produzione di asfalto o impegnate nell’asfaltatura di strade e marciapiedi) sono diversi i pericoli per la sicurezza dei lavoratori.

Uno di questi rischi, su cui ci soffermiamo oggi, riguarda in particolare l’utilizzo di attrezzature di lavoro come, ad esempio, i rulli compressori, rulli compattatori o schiacciasassi, macchine adibite alla compattazione di terreni e asfalti.

Come sempre le dinamiche degli incidenti presentati sono contenute nelle schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l’analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

Nell’articolo ci soffermiamo su:

i casi di infortunio con le macchine nel comparto asfaltatori;

i rischi per la salute e la sicurezza correlati all’utilizzo di macchine.

Leggi tutto all’indirizzo:

https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/imparare-dagli-errori-C-99/imparare-dagli-errori-incidenti-con-le-macchine-nel-comparto-asfaltatori-AR-19276/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_content=5&utm_campaign=nl20190801%2BPuntoSicuro%3A+sommario+del+1+agosto+2019&iFromNewsletterID=2635

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PROFESSIONISTI: PIU’ TUTELE PER MALATTIE E INFORTUNI

Da Studio Cataldi

12/08/19

Presentato il Disegno di Legge bipartisan “malattie professionali” per garantire più tutele ai professionisti in caso di infortuni o malattia

L’annunciata (ma non ancora formale) crisi di governo non ferma la consulta dei parlamentari commercialisti che proprio in questi giorni di fibrillazione ha presentato il Disegno di Legge malattie professionali, teso a garantire più tutele ai professionisti italiani in caso di infortuni e malattia.

Nell’articolo:

Disegno di Legge malattie professionali, le novità;

Anedda: “un importante passo avanti”;

Miani: Disegno di Legge trasversale “estremamente apprezzabile”

Leggi tutto all’indirizzo:

https://www.studiocataldi.it/articoli/35590-professionisti-piu-tutele-per-malattie-e-infortuni.asp

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FUMO PASSIVO: L’ASL RISARCISCE GLI EREDI DEL DIPENDENTE MORTO DI CANCRO

Da Studio Cataldi

19/08/19

di Lucia Izzo

Condanna confermata dalla Cassazione: indipendentemente dalla normativa specifica dell’epoca, l’ASL doveva adottare misure per tutelare i dipendenti dai rischi del fumo passivo e delle radiazioni.

Indipendentemente dall’esistenza di una normativa specifica, grava sul datore di lavoro un obbligo generale ex articolo 2087 del Codice Civile teso all’adozione di tutte le misure di sicurezza idonee a tutelare la salute dei dipendenti.

Pertanto, non sfugge alla condanna per risarcimento danni la ASL che, in un periodo in cui la normativa antifumo non era stringente come lo è oggi, non ha impedito l’insorgenza di un cancro al dipendente costretto a condividere un piccolo ufficio con i colleghi fumatori, posto proprio di fianco alla stanza dove venivano effettuati esami radiologici.

Leggi tutto all’indirizzo:

https://www.studiocataldi.it/articoli/35618-fumo-passivo-l-asl-risarcisce-gli-eredi-del-dipendente-morto-di-cancro.asp

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