Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

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Postato il 11 Aprile 2013 | in Lavoro Pubblico, Sindacato | da

Indennità di vacanza contrattuale:

Anche se a tutt’oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c’è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell’indennità di vancanza contrattuale? Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all’emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell’indennità di vancanza contrattuale. Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell’indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l’ipotesi dell’emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate. Che aspettarsi dunque, considerato che a livello di bilancio statale non sono previste risorse a copertura dell’indennità di vacanza contrattuale?

Calano gli stipendi dei dipendenti pubblici:

Lo dice l’ARAN, nel 2011 gli stipendi pubblici hanno subito una riduzione dell’1,6%. Per il 2012 anticipazioni ISTAT parlano di una riduzione ancora maggiore, pari al 2,3%. I dati non sono rosei neanche per quest’anno, né per il prossimo grazie ovviamente al blocco dei contratti, al mancato turn-over, al blocco del salario accessorio, alla riduzione degli organici dettata dalla spending review. Nelle tasche dei dipendenti pubblici la riduzione, considerando anche i tassi di inflazione dell’intero triennio 2010-2012, ammonta al 7,2% . A conti fatti la situazione ce la illustra il Messaggero in un articolo del 10 aprile: “Sono meno, guadagnano meno e ancor meno guadagneranno”.Inoltre il risparmio di svariati milioni di euro in pratica rappresenta 265mila posti di lavoro in meno negli ospedali, nelle scuole materne e in generale nel sistema dei servizi ai cittadini. Ne vale la pena?

A casa con 20 anni di contributi:

Il Dipartimento della Funzione Pubblica con nota n. 15888 del 4/4/2013 risponde ad un quesito posto dall’Azienda Sanitaria di Palermo circa la prosecuzione del servizio di un dipendente per mancato raggiungimento del minimo contributivo (20 anni), prevedendo due principali situazioni:

  1. il dipendente non ha i 20 anni contributivi considerando solo il rapporto di lavoro con la PA ma li raggiunge sommando altri periodi di lavoro (presso altre PA, oppure dipendente o autonomo del settore privato), la PA colloca a riposo il dipendente al compimento dei 65 anni di età se egli matura prima del 31/12/2011 un qualsiasi diritto a pensione, oppure lo colloca a riposo al raggiungimento del requisito anagrafico previsto per la pensione di vecchiaia dalla riforma Fornero.
  2. il dipendente non raggiunge i 20 anni contributivi pur considerando tutti i periodi lavorativi. La PA dovrà calcolare se prolungando il rapporto di lavoro fino al massimo al compimento dell’età anagrafica di 70 anni il lavoratore riuscirà a raggiungere il requisito di anzianità minima per andare in pensione (i famosi 20anni contributivi); se così è il lavoratore viene mantenuto in servizio fino al raggiungimento del periodo minimo contributivo. Se invece pur lavorando fino a 70anni egli non matura il minimo contributivo, il lavoratore sarà collocato a riposo al compimento dei 65anni di età (senza ovviamente incremento della speranza di vita).

Sulle indicazioni di questa nota Ministeriale, le PA si troveranno nei prossimi mesi a “spiare” nel cassetto previdenziale di quei dipendenti prossimi ai 65 anni, per verificare se e quando collocarli a riposo, con buona pace del tanto acclamato risparmio di spesa pubblica.

In allegato la nota 15888 del 2013 del Dipartimento  della Funzione Pubblica

http://www.cobasconfederazionepisa.it/wp-content/uploads/2013/04/nota-15888-del-2013-dip-funz-pubblica.pdf

 Cobas Pubblico Impiego Pisa

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