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La mobilità del personale negli enti locali e non solo

Postato il 20 Marzo 2013 | in Lavoro Pubblico, Sindacato | da

L’Amministrazione di appartenenza deve fornire il proprio assenso alla mobilità e in caso contrario la stessa mobilità non potrà avvenire.

Ciò emerge dal parere Prot. n. 10.395 del 01.03.2013 della Funzione Pubblica, chiamata ad esprimersi sull’art. 30 del D.lgs. n. 165/2001.

In questi anni le mobilità vengono privilegiate rispetto alle nuove assunzioni, anzi esiste l’obbligo di ricorrere alle mobilità tra enti nell’ottica di risparmiare la spesa di personale nella Pubblica amministrazione.

La riforma Brunetta è intervenuta in materia di mobilità prevendone la fattibilità solo in presenza di parere favorevole dei dirigenti responsabili dei servizi e degli uffici cui il personale è o sarà assegnato.

Ma attenzione: il parere vincolante dell’Amministrazione di appartenenza è la conditio sine qua non per realizzare la mobilità stessa.

Chi dispone il trasferimento per mobilità è il titolare dell’ufficio competente, in base alla organizzazione dall amministrazione, ma resta vincolante il parere favorevole dei dirigenti responsabili del servizio e dell’ufficio di provenienza.

Di conseguenza, non può esserci mobilità senza il vincolante nulla osta dell’Amministrazione di provenienza , dando per scontato la disponibilità dell’Ente destinatario ad accogliere e perorare la richiesta di mobilità.

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