Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Il lavoratore ha diritto all’aspi anche se licenziato per giusta causa o giustificato motivo a seguito di provvedimento disciplinare

Postato il 31 Ottobre 2013 | in Lavoro Privato, Lavoro Pubblico, Sindacato | da

Tratto da http://www.dplmodena.it/interpelli/25-10-13inter_29-2013.html

Interpello del Ministero del Lavoro

ASpI e licenziamento disciplinare

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n. 29 del 23 ottobre 2013, ha risposto ad un quesito del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, in merito alla possibilità che si configuri il diritto del lavoratore a percepire l’ASpI e il conseguente obbligo del datore di lavoro di versare il contributo di cui all’art. 2, comma 31 della L. n. 92/2012, nell’ipotesi di licenziamento disciplinare per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa.

In particolare, l’istante chiede se il licenziamento disciplinare possa costituire un’ipotesi di disoccupazione “involontaria”, per la quale è prevista la concessione della predetta indennità.

La risposta in sintesi:

…Atteso quanto sopra esposto, non sembrano esservi margini per negare il contributo a carico del datore di lavoro previsto dall’art. 2, comma 31 della L. 92/2012, in quanto lo stesso è dovuto “per le causali che, indipendente dal requisito contributivo, darebbero diritto all’ASpI”.

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