Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Il governatore Rossi si salva in zona cesarini

Postato il 22 Aprile 2015 | in Sanità, Sindacato | da

rossiEcco la sua risposta dopo la bella affermazione dell’altro giorno:
“Rispondo a lei come ad altri cittadini che mi hanno scritto sulla stessa questione. Come ho più volte dichiarato, il mio obiettivo è salvare la sanità pubblica. Per farlo siamo tutti chiamati a compiere un duro sforzo, imposto dai pesanti tagli ai finanziamenti: per la Toscana si tratta un taglio di 250 milioni rispetto al 2014. Una riduzione dei finanziamenti così consistente non può essere ammortizzata solo attraverso la spending review, ma richiede una seria riforma organizzativa, che riduca i costi di gestione e mantenga qualità e quantità dei servizi ai cittadini. Mi spiace, francamente, che questo nostro sforzo riformatore venga male interpretato: non ho mai pensato che gli infermieri non siano volenterosi o non disponibili al sacrificio. Il mio pensiero è diametralmente opposto: sono tra gli attori principali del servizio sanitario e spesso sono proprio loro i primi con cui si rapportano i malati. Proprio in quest’ottica ritengo che le loro competenze vadano premiate e valorizzate. Non credo di dire niente di nuovo nel far rilevare che, soprattutto prima dell’istituzione della figura degli OSS, vi sia stata, in certe realtà, una dequalificazione della professione infermieristica: troppo spesso gli infermieri sono stati impiegati in mansioni che non corrispondono alla propria formazione. Un infermiere è un professionista che ha seguito un preciso iter formativo universitario e deve essere valorizzato. Non dovranno quindi essere più utilizzati per ruoli per cui risultano idoneamente formati gli OSS. Gli infermieri devono essere messi in condizione di fare il loro lavoro, di farlo bene ed esercitando competenze e abilità che solo un corso universitario ad hoc e gli aggiornamenti successivi possono conferire. Davanti a noi c’è solo una strada percorribile: riorganizzare profondamente la nostra struttura sanitaria. Dobbiamo quindi procedere ad una seria riforma organizzativa a partire dall’accorpamento delle Asl. Al cui interno è del tutto ragionevole consentire a medici e infermieri di andare in pensione in base ai criteri in vigore prima della riforma Fornero. Naturalmente questo processo non sarà calato dall’alto ma preceduto e accompagnato da un confronto con lavoratori e le loro organizzazioni. Sono certo che in Toscana abbiamo moltissimi infermieri capaci e in gamba che dovrebbero avere la possibilità di portare il proprio contributo anche nell’ambito lavorativo pubblico, in base al merito e alle proprie competenze. Spero che si affronti al più presto a livello nazionale la questione del turn over per evitare che l’età media del personale del pubblico aumenti costantemente e per dare nuove opportunità ai giovani.”

Giovanni Battista Marranchelli

Cobas Sanità

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