Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

I sindacati CGIL, CISL e UIL e l’Italia di Pietro Ancona

Postato il 27 Marzo 2013 | in Italia, Scenari Politico-Sociali | da

I sindacati CGIL, CISL,UIL e UGL rovinano l’Italia quanto le leggi Monti-Fornero e la politica della Unione Europea

I sindacati italiani e sopratutto la CGIL che era il sindacato per antonomasia hanno danneggiato enormemente non solo i lavoratori ma l’Italia per il loro comportamento arrendevole a tutte le forzature che una schiera di giuslavoristi al servizio di un liberismo becero come quello dei bocconiani hanno introdotto nel diritto del lavoro. Il danno inferto dai sindacati ai lavoratori comincia da una ventina di anni fa con la stipula fatta da Trentin ed altri dell’accordo di abolizione della scala mobile, poi con il considetto patto di concertazione voluto da Ciampi per introdurre l’Italia nello Euro. Il patto di concertazione è un diabolico meccanismo di impoverimento dei salari e poi di conseguenza delle pensioni perchè parametra gli aumenti contrattuali ad un tasso di inflazione “programmato” cioè inesistente e ridicolmente basso. Questo meccanismo nel giro di venti anni ha sgrassato i salari italiani del quaranta per cento della loro consistenza riducendoli a livelli a volte financo al disotto della sopravvivenza. Altro che legge bronzea dei salari! Il pacchetto Treu, l’introduzione delle agenzie interinali (che guadagnano parassitariamente sul lavoro che procurano) e sopratutto la legge Biagi hanno devastato il sistema salariale italiano. La legge Biagi confermata dal governo Prodi supportato da Epifani della CGIL e poi dai Governi Berlusconi ed ora dal governo Monti ha precarizzato il lavoro riducendolo ad “usa e getta” con perdita terribile di sapere, professionalità, efficienza, qualità dei prodotti della industria e dei servizi. La flessibilità è stata una malattia introdotta nel sistema produttivo italiano bacandolo. La flessibilità è un disvalore perchè non consente l’accumulazione della conoscenza e priva le imprese dell’incentivo alla ricerca scientifica ed alla innovazione tecnologica. Altre gravissime colpe dei sindacati italiani sono certamente il rifiuto di chiedere il Salario Minimo Garantito ed avere permesso la devastazione del sistema pensionistico che ora ha creato una curva abissale anomala di c irca dieci anni che interviene tra i 57 ed i 67 anni in cui le persone vengono private del lavoro e della pensione. E’ stata una follia abbandonare la pensione a 60 anni, una follia che ha squilibrato tutto il sistema previdenziale. A queste terribili colpe del sindacato italiano bisogna aggiungere l’assenza di una qualsiasi strategia di difesa a livello europeo, l’adesione alla mobilità delle aziende ad un diritto del lavoro internazionale rigido per i lavoratori e permissivo per le multinazionali e per le delocalizzazioni. La lotta successiva al trasferimento delle imprese è patetica disperata ed inutile come abbiamo visto per l’Alcoa in Sardegna. L’Italia ha la contraddizione di un sindacato con dieci milioni di iscritti completamente asserviti al sistema. Ha un sindacalismo autonomo e di base che viene discriminato e costretto da una legislazione di corporativismo fascista a non potere rappresentare i lavoratori in fabbrica dopo essere stati esclusi dalla firma dei contratti di lavoro. Questo degrado della condizione dei lavoratori dovuta alla complicità dei sindacati con il sistema ha provocato all’Italia gravissimi danni economici dovuto alla riduzione della massa monetaria interna e quindi alla chiusura di innumerevoli esercizi commerciali e tantississime fabbriche e fabbrichette. Avere ridotto alla fame i lavoratori ed i pensionati non è servito che a rendere più desolante l’economia italiana. Se non si torna ad una politica di salari ragionevoli e di diritti certi, se non viene ripristinato l’art.18 l’Italia non tornerà mai ad essere una delle prime economie del mondo. I sacrifici la fiaccano sempre di più e ne ritardano la risorgenza. Ma la signora Camusso si limita a chiedere una mancia: l’esenzione dell’IMU sulla prima casa.

Pietro Ancona

fonte: http://medioevosociale-pietro.blogspot.it/2013/03/i-sindacati-cgilcisluil-e-litalia.html

 

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