Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Derivati di tutto il mondo unitevi per il nostro indebitamento

Postato il 21 Marzo 2016 | in Italia, Mondo, Scenari Politico-Sociali | da

debito-pubblico-mappa-MondoAlcuni anni fa scoprimmo che  i derivati erano tra le cause principali dell’indebitamento di numerosi enti locali , una forma apparentemente assicurativa che nella sostanza ha rilevato la sua reale natura : speculazione

Una relazione della Corte dei conti di un anno fa, ma relativa al 2013, ha portato alla luce l’affaire derivati, metà dei quali in mano alle regioni con 14,8 miliardi di esposizione (pari al 28,1% del debito totale di 52,8 mld). Altri 8,1 miliardi sono in mano ai comuni (pari al 17,9 % del debito totale di 45,3 mld) a 2,6 miliardi  per le Province ora in dismissione con un utilizzo da parte di questi ultimi assai maggiore dei Comuni

Non sono parole nostre ma della Magistratura contabile che rileva innumerevoli violazioni parlando di  ”contratti di finanza derivata caratterizzati da notevoli squilibri e aleatorietà sin dal momento della stipula” per ”creare una situazione di forte incertezza sulla tenuta degli equilibri di bilancio”.

In ogni caso , in qualunque modo la si voglia leggere, il derivato è stato fonte di indebitamento e di speculazione visto che la forma assicurativa aveva tassi di interessi insostenibili e in costante aumento nel corso del tempo. Il ricorso al derivato è servito talvolta ad occultare il debito ma alla lunga gli Enti locali sono caduti vittime di un sistema che ha provocato una autentica voragine nei loro conti

Solo pochi giorni fa , Nicola Borri su Lavoce.info (http://www.lavoce.info/archives/40265/quanti-sono-derivati-mondo/) ,ritornava sull’argomento derivato e tra le righe di un intervento tecnico che non vuole gettare discredito sui derivati, possiamo leggere che il rischio è piu’ grande di quanto raccontatoci fino ad oggi. Citiamo testualmente:

Secondo la Bis (Bank for International Settlements), il valore lordo di mercato dei derivati vale circa 15mila miliardi: il 3 per cento circa del corrispondente valore nozionale, una cifra pari a un quinto del Pil globale. Ancora meglio sarebbe guardare alla posizione netta, che vale anche meno, circa il 10 per cento di quella lorda.

O netto o lordo sia il calcolo, il derivato ha fatto indebitare gli enti locali, i patti di stabilità hanno impedito anche la spesa corrente e il ricorso a strumenti speculatori per anni è sembrata la sola strada percorribile con il risultato diaggirare solo l’ostacolo (i tagli agli enti locali) e alla lunga creare un danno ancor maggiore (indebitamento da derivati con tassi di interessi insostenibili)

I tetti di spesa, le riduzioni di finanziamento agli enti locali non hanno solo come conseguenza l’indebitamento degli enti e la riduzione dei loro interventi (quindi meno welfare, scuole che crollano,strade dissestate, servizi al collasso per mancanza di personale….) ma li hanno gettati nelle braccia della speculazione finanziaria che alla fine ha creato disequilibri fortissimi a bilanci già compromessi

La speculazione finanziaria arriva a completare l’opera intrapresa con le politiche di austerity imposte dalla BCe. Speculazione e tagli alla spesa pubblica si intrecciano affossando il potere di acquisto dei salari e delle pensioni, indebitando gli enti locali per favorire i processi di privatizzazione.

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