Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Dalla pandemia al massacro sociale

Postato il 1 Luglio 2021 | in Eventi, Italia, Scenari Politico-Sociali, Sindacato | da

SABATO 3 LUGLIO MOBILITAZIONE CONTRO LA “NORMALITÀ” DEI LICENZIAMENTI

Alla fine, Draghi ha imposto una soluzione che è “di compromesso” solo in apparenza: lo sblocco “selettivo” dei licenziamenti per i comparti non in crisi o in ripresa , come quelli manifatturiero e dell’edilizia, con la possibilità alternativa di accesso alla cassa integrazione straordinaria, chiarisce in maniera clamorosa quali siano i veri progetti dell’esecutivo, condizionati dai vincoli dell’UE, ma scritti sotto dettatura del padronato confindustriale.

Il paradosso del “ritorno alla normalità” dei licenziamenti rivela l’approccio puramente aziendalistico con cui si vuole ripartire dopo mesi drammatici sul piano economico-sociale, oltre che sanitario, con le OO.SS. della “triplice” CGIL-CISL-UIL, convocate a cose fatte e che si dichiarano soddisfatte: non è chiaro di cosa.

Mentre si appresta ad avviare i progetti del PNRR, descritti come una cuccagna di occasioni per gli investimenti finalizzati al rilancio dell’intero sistema economico nazionale, il governo accoglie le indicazioni della Confindustria che da mesi chiede di tornare a licenziare come soluzione necessaria per ristrutturare aziende da far tornare competitive sul mercato.

Un bel regalo che anticipa le riforme annunciate da Draghi e Brunetta sul codice degli appalti e sulla Pubblica Amministrazione: è un segnale inequivocabile di quale direzione si intende intraprendere , di come si voglia orientare nuovamente e ottusamente il sistema in senso liberista.

Il peso di questi mesi di pandemia è ricaduto soprattutto sui lavoratori e sulle lavoratrici, sia per chi ha perso reddito con la cassa integrazione, sia per chi non ha ricevuto salario come per moltissimi lavoratori delle cooperative, di comparti come spettacolo e teatro; ci sono stati inoltre lavoratori e lavoratrici che invece hanno sostenuto la produzione e i servizi (logistica, trasporti, commercio), oltre ai già dimenticati operatori della sanità, permettendo che le attività essenziali potessero continuare nonostante la drammatica situazione.

Qual è la risposta di questo governo? Liberare le mani alle aziende che non aspettano altro che potersi ristrutturare, magari accedendo a qualche progetto di riconversione ecologica o di innovazione digitale (rafforzando lo smart working, ad esempio), innanzitutto alleggerendosi della zavorra occupazionale. Così, le prime vittime della fase post-pandemica (appena iniziata, e non si sa del tutto quali risvolti potrà avere) sono i lavoratori, subito sottoposti al rischio della mobilità e della perdita del posto di lavoro.

Non si possono toccare di un centesimo il reddito e i profitti delle classi agiate, di chi vive di rendita, di speculazione, di sfruttamento, ma si va a incidere sulla carne viva del corpo di lavoratori e lavoratrici immediatamente aggrediti nella loro dignità. Finora le reazioni delle OO.SS. concertative sono risultate blande e poco incisive, con minacce di mobilitazione che non hanno trovato uno sbocco, se non minimo, neppure in occasione della morte di Adil Belakdim.

Ci apprestiamo ad affrontare una durissima fase di lotta e di conflitto sociale in cui sarà necessario creare unità d’azione tra forze sindacali e sociali determinate a non abbassare la testa di fronte a questa violenza padronale e governativa.

SABATO 3 LUGLIO ALLE ORE 10,30 PRESIDIO IN PIAZZA XX SETTEMBRE (Logge di Banchi) A PISA

CONFEDERAZIONE COBAS PISA

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DALLA PANDEMIA AL MASSACRO SOCIALE

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