Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Cub e Cobas del Comune di Bologna denunciano il boicottaggio dello sciopero al comune

Postato il 31 Maggio 2013 | in Lavoro Pubblico, Sindacato | da

Bologna, 30 Maggio 2013

A: Sindaco di Bologna sua sede

Oggetto: Boicottaggio dello sciopero del 30 Maggio 2013 contro il passaggio della gestione di tutti i servizi alla persona e della scuola all’ASP.

Il giorno prima dello sciopero, il 29 Maggio 2013, alle ore 12.39 tutti i lavoratori del Comune di Bologna si sono visti recapitare una comunicazione, inviata dal settore personale(relazioni sindacali), che informava il personale che “domani, 30 Maggio 2013, è escluso tutto il personale interessato a qualsiasi attività connessa alla procedura referendaria, e quindi naturalmente anche i presidenti, gli scrutatori, i referenti, il personale degli uffici o PM che ha lavorato per la medesima giornata”. Non solo anche il personale che si era reso disponibile a lavorare Dopo le molte telefonate dei colleghi, abbiamo immediatamente segnalato l’assurdità di tale comunicazione da noi stessi letta come tentativo di creare confusione tra i dipendenti inducendoli a non scioperare. Alle ore 15.00 la dottoressa Garifo, dopo che la gran parte del personale comunale aveva probabilmente lasciato il servizio, inviava un’ulteriore nota: “si comunica che la o.s. Federazione CUB Bologna ha ritenuto il messaggio di precisazioni inviato, inviato questa mattina, non rispettoso del tono letterale della loro proclamazione di sciopero del 30 maggio, così come modificata a seguito dei rilievi della Commissione di garanzia scioperi. Pertanto è da ritenersi certamente escluso tutto il personale che a tale data si trovi ancora impegnato in operazioni riconducibili a vario titolo al referendum. Per il restante personale, si riporta l’esatta proclamazione della o.s. Federazione CUB Bologna: “Comprendendo che la franchigia violata tende a garantire il buon andamento della consultazione referendaria e il sereno svolgimento delle operazioni di scrutinio dichiariamo fin da ora che, in ottemperanza a quanto stabilito dall’art. 1, 2 e 13 comma I lettera a) della legge 146/90, dallo sciopero del 30 Maggio 2013 sarà escluso tutto il personale interessato a qualsiasi attività connessa alla procedura referendaria in modo da non ledere nessuno dei diritti costituzionali oggetto della normativa tutelando però anche il nostro diritto a che lo sciopero non risulti depotenziato”. Non chiarendo, ancora una volta che il personale interessato nella sola giornata di domenica alle procedure referendarie era libero di aderire allo sciopero. Oggi, 30 Maggio, alle ore 10.00 circa, alcuni responsabili di struttura ancora rispondevano ad alcuni colleghi che lo stesso personale interessato alle operazione di domenica scorsa non potevano scioperare. Tali comunicazioni possono essere lette dagli scriventi solo come un furbesco tentativo di far fallire lo sciopero. Siamo infatti a chiarire che, oggi giovedì 30 Maggio 2013, non sono in corso operazione connesse alla procedura referendaria e quindi nessun lavoratore, scioperando, avrebbe leso diritti costituzionali tutelati anche dalla legge 146/90. Riteniamo gravissimo quanto successo e crediamo che il Sindaco debba assumersi in prima persona le responsabilità del caso. Per questo chiediamo di essere al più presto convocati per un chiarimento diretto.

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