Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Crevalcore, 17 morti e nessun colpevole: dieci anni dal disastro ferroviario del 7 Gennaio 2005

Postato il 5 Gennaio 2015 | in Sicurezza sul lavoro | da

Crevalcore

APPUNTAMENTO PER LA COMMEMORAZIONE, ALLE 10 ALLA STAZIONE DI CREVALCORE
(PER CHI VIENE DA BOLOGNA C.LE
, TRENO 6328 ALLE 9,42 CHE ARRIVA A CREVALCORE ALLE 10,04)

SONO TRASCORSI DIECI ANNI DA QUEL TRAGICO GIORNO IN CUI MORIRONO 17 PERSONE
 A SEGUITO DELLO SCONTRO TRA IL TRENO REGIONALE 2255 E IL MERCI 59308

IL TRENO CHE VIAGGIAVA NELLA NEBBIA A 120 KM/H, SENZA ALCUN
SISTEMA DI PROTEZIONE, NON RISPETTO’ UN SEGNALE ROSSO

L’INCOLUMITA’ E LA VITA DI TANTE PERSONE ERANO AFFIDATE
AL MACCHINISTA,
VINCENZO DE BIASE, IL NOSTRO COMPAGNO DI LAVORO
LASCIATO SOLO ALLA GUIDA DEL TRENO E MORTO NELL’INCIDENTE

NON SAPREMO MAI SE QUELLA ‘SVISTA’, DURATA MEZZO SECONDO, FU
CAUSATA DA UN PROBLEMA TECNICO AL TRENO,  DA UN MALORE O DA
UNA BANALE DISTRAZIONE, MAGARI CAUSATA DAL PEDALE DELL
“UOMO MORTO”

VENNE DEFINITO, COME SEMPRE, “ERRORE UMANO” MA NELLA REALTA’ SI TRATTO’
DI UN ERRORE “DISUMANO PERCHE’ COMMESSO IN PIENA CONSAPEVOLEZZA DEL RISCHIO
DA ALTRI SOGGETTI, LONTANI DA QUELLE LAMIERE CONTORTE, NEL MOMENTO IN CUI DECIDEVANO
DI ELIMINARE IL SECONDO MACCHINISTA SENZA COMPENSARLO CON DISPOSITIVI DI SICUREZZA

IL SACRIFICIO DI QUELLE 17 PERSONE, TRA CUI IL CAPOTRENO, PAOLO CINTI
E I MACCHINISTI DEL TRENO MERCI, EQUIZIO ABATE E  CIRO CUCCINIELLO,
MOSTRO’ A QUANTI, FINO A QUEL MOMENTO, NON AVEVANO ‘VOLUTO VEDERE’ LA
NECESSITA E L’URGENZA DI MODERNIZZARE I SISTEMI DI SICUREZZA DEI TRENI

OGGI UN TRENO IN QUELLE CONDIZIONI NON POTREBBE NEANCHE USCIRE DAL DEPOSITO

UNA TRAGEDIA RIMASTA SENZA GIUSTIZIA: 17 MORTI E NESSUN COLPEVOLE. SECONDO IL TRIBUNALE
DI BOLOGNA, INFATTI,  LA RESPONSABILITA’ FU ESCLUSIVAMENTE  DEL POVERO VINCENZO, LASCIATO
SOLO A GUIDARE
A 120 KM/H NELLA NEBBIA FITTA, IL PRIMO A MORIRE NEL TERRIBILE URTO

I DIRIGENTI DI RFI SONO STATI SCAGIONATI, MENTRE INSPIEGABILMENTE SUI
DIRIGENTI E GLI  AMMINISTRATORI DI TRENITALIA,  CHE IN QUALITA’ DI DATORI DI
LAVORO AVEVANO RIDOTTO GLI EQUIPAGGI,
LE INDAGINI NON SI SONO MAI APERTE

UNA SENTENZA EMESSA GIUSTO UN MESE PRIMA DELL’ALTRO GRAVISSIMO
DISASTRO FERROVIARIO AVVENUTO A  VIAREGGIO IL 29 GIUGNO 2009

UN PROCESSO DA TENERE PRESENTE COME MODELLO NEGATIVO,
CULMINATO CON UNA SENTENZA FIGLIA DI UNA CULTURA GIURIDICA DISTANTE DAI
NOBILI PRINCIPI AFFERMATI RIPETUTAMENTE DALLA CORTE DI CASSAZIONE
RIGUARDO IL
DOVERE DELL’IMPRENDITORE DI ADOTTARE TUTTE LE MISURE
 TECNICAMENTE POSSIBILI PER PREVENIRE INCIDENTI ED INFORTUNI”

QUESTA VICENDA METTE IN LUCE L’ESISTENZA DI UN FILONE DELLA NOSTRA
CULTURA GIURIDICA BASATA SU UNA SORTA DI “IMMUNITA’ FERROVIARIA”

IN QUESTO LA TRAGEDIA DI CREVALCORE INCROCIA E
SI INTRECCIA CON ALTRE SENTENZE SCANDALOSE:

– LA SENTENZA THYSSENKRUPP;
– LA SENTENZA DI 2° GRADO DE L’AQUILA;
– LA SENTENZA ETERNIT DEL 19 NOVEMBRE;
– LA SENTENZA MARLANE DI PRAIA A MARE;
SENTENZA SULLA  MEGADISCARICA DI BUSSI;

CHE VEDONO I POTENTI E LE IMPRESE  ASSOLTI DIRETTAMENTE O
PERCHE’ I REATI CONTESTATI VENGONO DICHIARATI ‘PRESCRITTI’

FAMILIARI, PENDOLARI, SOCCORRITORI, FERROVIERI E
QUANTI NON VOGLIONO DIMENTICARE SI INCONTRANO

IL 7 GENNAIO 2015, ALLE ORE 10 NELLA STAZIONE DI CREVALCORE
 (PER CHI VIENE DA BOLOGNA C.LE,  PARTE TRENO 6328 ALLE 9,42 CHE ARRIVA A CREVALCORE ALLE 10,04)

PER COMMEMORARE LE VITTIME E RIVENDICARE IL DIRITTO ALLA SICUREZZA E
ALLA SALUTE, NELLE FERROVIE COME IN TUTTI I LUOGHI DI LAVORO

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