Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Corrispondenza da Piacenza: Mille in piazza con i facchini per dire no ai fogli di via e alla criminalizzazione delle lotte sindacali

Postato il 8 Aprile 2013 | in Italia, Scenari Politico-Sociali | da

Corrispondenza da Piacenza : sabato 6 aprile 2013 dalle ore 15 manifestazione e corteo.

Mille in piazza con i facchini contro la criminalizzazione delle lotte sindacali e per solidarizzare con i compagni colpiti dai fogli di via come ALDO MILANI rappresentante nazionale Sicobas e altri due, ai quali si stanno aggiungendo altri man mano (la notizia di altri 6 lavoratori del piacentino ci ha raggiunto durante la manifestazione).

Sabato 6 aprile dalle ore 15,00, Piacenza è stata attraversata da un corteo partecipato di 1000 persone . Dalla stazione fs fino alla Prefettura dove i lavoratori della logistica hanno ribadito poche e importanti parole d’ordine le lotte non si criminalizzano. Mesi di sciopero, di blocchi stradali e picchetti davanti alle cooperative per rivendicare il diritto al salario. Migliaia di lavoratori, per lo più migranti, denunciano assenze di buste paga, accrediti fatti sulla posta pay, stipendi mensili di 500\600 euro per un orario giornaliero di quasi 10 ore, assenza di normative di di sicurezza, caporalato diffuso per impedire che i lavoratori alzino la testa rivendicando il semplice rispetto del contratto nazionale e dell’orario di lavoro.

La lotta nel settore della logistica si diffonde a macchia d’olio nei magazzini perchè i primi scioperi hanno dimostrato la concreta possibilità di ribellarsi alle condizioni disumane di sfruttamento avallate dai sindacati cgil cisl uil ugl che spesso e volentieri sottoscrivono accordi farsa con le cooperative e i consorzi , salvo poi trovarsi contestati ai cancelli dei magazzini da lavoratori che non riconoscono più il loro ruolo di intermediatori dello sfruttamento.

Dopo mesi di lotte e dopo avere guadagnato le pagine della stampa nazionale, sono arrivati i fogli di via a 3 attivisti del Sicobas con il divieto per loro di mettere piede a Piacenza per i prossimi 3 anni . Il provvedimento, adottato contro realtà sociali e di movimento, in ambito sindacale rappresenta una novità (almeno in tempi recenti) e un segnale ben preciso di Questura, Prefettura e Istituzioni locali: non interferite nella vita di Piacenza, basta contestare il modello economico del Piacentino costruito da decine di cooperative (molte legate a doppio filo al Pd e alla legacoop).

E così hanno individuato 3 attivisti del sindacato con relativi fogli di via per lanciare un messaggio a tutti i facchini in lotta (i fogli di via sono arrivati dopo licenziamenti, arresti e denunce che hanno colpito tanti lavoratori protagonisti delle lotte degli ultimi mesi e alcuni processi per fatti del 2008\9 potrebbero concludersi con pesanti condanne) , insomma un avvertimento per ripristinare la pace sociale in magazzini dove per anni un lavoratore veniva pagato 2 o 3 euro l’ora, senza dispositivi di protezione individuale, in condizioni climatiche particolari(temperature sotto lo zero), spesso senza copertura previdenziale e assicurativa.

La nuova classe operaia?

La composizione del corteo era molto precisa: il 70% costituito da migranti, coesi e con un forte senso di appartenenza al loro sindacato (siCobas), una forte rappresentanza dei facchini organizzati in Veneto con adl (associazione difesa lavoratori) , una ventina di facchini della confederazione cobas che ha aperto un intervento nella logistica sul territorio bolognese, attivisti del Sicobas e della confederazione cobas, rappresentanti del sindacato di base cub, una galassia di gruppi politici (pdac, rifondazione, pcl, network antagonista piacentino), alcune realtà sociali come il centro sociale Vittoria che da anni opera nelle lotte attraverso il coordinamento che sostiene le lotte della logistica, Crash di Bologna, e altri gruppi di associazioni varie provenienti da Milano, Bologna e zone emiliane.

Lungi da fare ragionamenti e analisi composite, evidenziamo solo un aspetto importante: migliaia di migranti hanno scoperto che è possibile ribellarsi allo sfruttamento e alla semischiavitù del caporalato ; ora si deve passare ad una seconda fase, andare ad organizzare questi lavoratori non solo nel nord ovest ma ovunque essi siano presenti, organizzarli senza primogeniture , con coordinamenti unitari, recandosi direttamente davanti ai grandi magazzini per portare a conoscenza tutti i lavoratori che le lotte intraprese hanno prodotto risultati importanti sotto l’aspetto contrattuale e del reddito.

Le lotte della logistica ci permettono di conoscere un pezzo significativo del mondo del lavoro, dello sfruttamento sotto padrone (la cooperativa è un padrone a tutti gli effetti), ma evidenziano che il conflitto nei luoghi di lavoro è la sola risposta alla privazione di salario , dignità e diritti.

Domenica 7 aprile si è tenuta l’assemblea nazionale della logistica, i rappresentanti sindacali Sicobas e Adl con l’adesione della Conf. Cobas nazionale hanno lanciato le proposte per il proseguo della vertenza per il rinnovo del CCNL Nazionale Merci Trasporto Logistica: cercare il confronto diretto con le maggiori aziende della logistica vedi Bartolini, SDA, TNT, per un confronto sulle tematiche del rinnovo del CCNL nazionale, anche se è possibile che intanto cgil csil uil ugl ne accelerino la firma con le rappresentanze padronali.

In base alle risposte ricevute, in una prossima assemblea nazionale delle rappresentanze sindacali e dei delegati di tutte le aziende della logistica prevista per il 19 aprile, ci si riunirà per discutere e decidere sulle prossime azioni di lotta e sciopero con blocchi come quello del 22 marzo.

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