Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Considerazioni sul coordinamento pedagogico

Postato il 2 Dicembre 2014 | in Lavoro Pubblico, Sindacato | da

Lettera aperta alle lavoratrici dei nidi comunali

asilo-nidoCare\i, la questione inerente il coordinamento pedagogico è particolarmente sentita all’interno dei nidi e del servizio educativo e il sindacato deve farsene carico

Detto cio’, a costo di essere schematici, inviamo alla rsu e ai nidi qualche considerazione che non vuole essere esaustiva ma solo un piccolo contributo alla discussione dentro e fuori i nidi

la dirigente dei servizi educativi ha individuato nel ruolo di referenti organizzative solo colleghe appartenente alla fascia D, una decisione che potrà essere comunque rivista e contestata visto che riguarda l’immediato futuro.

Capiamo bene lo stato di animo di educatrici in fascia c che da anni svolgono la stessa funzione ma percepiscono salario,e produttività, minore garantendo tuttavia la stessa professionalità delle colleghe in d , colleghe che essendo entrate in servizio molti anni prima hanno beneficiato di un passaggio di livello che , ricordiamolo, è il risultato di una battaglia sindacale in tempi ormai lontani

Ma alle colleghe in fascia c diciamo di non sentirsi depauperate e di vedere il problema da un punto di vista diverso (se percepisco meno salario dovranno avere anche minori responsabilità)

La volontà della direzione, e dell’assessorato, è quella di porre fine al principio della rotazione che ha messo sullo stesso piano tutte le educatrici facendole partecipi in egual misura della gestione del servizio; con la fine della rotazione si andrà a stabilire una gerarchia di ruoli e funzioni all’interno dei nidi. IN questa ottica bisogna leggere i recenti fatti e se ci chiedono maggiori servizi a costo zero la nostra risposta deve essere No.

Da parte nostra non possiamo che criticare le ultime scelte dell’amministrazione comunale (per dirne una i risparmi derivanti dalla privatizzazione del nido san biagio avrebbero potuto almeno al 50% essere indirizzati verso un piano di razionalizzazione ma di questi soldi – e della loro destinazione alla produttività collettiva- si è persa traccia per volontà dell’amministrazione filippeschi)

I Cobas vogliono aprire un confronto con le educatrici, e se il tempo della rotazione è finito per scelta politica dell’amministrazione Pd, vorrà dire che nidi come li abbiamo conosciuti fino ad oggi non avranno piu’ diritto di cittadinanza distruggendo anni di esperienze e di relazioni.

Le lavoratrici prendano atto che l’amministrazione sta facendo le proprie scelte alle quali non si potrà’ rispondere con la disponibilità, la condivisione e la partecipazione attiva delle educatrici a un modello di gestione che nei prossimi anni subirà un radicale cambiamento degli indirizzi culturali e professionali. Nessuna compartecipazione allora a un modello culturalmente ostile , gerarchico e finalizzato ad ottenere i massimi risultati al minor costo possibile,. il tutto a discapito
della professionalità, della intercambiabilità che hanno fatto dei nidi pisani un modello avanzato di gestione del servizio educativo

Cobas Pubblico Impiego

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