Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Art.18 e dipendenti pubblici: una replica a lavoce.info

Postato il 13 Febbraio 2015 | in Italia, Lavoro Pubblico, Scenari Politico-Sociali, Sindacato | da

LavoceSu un punto siamo d’accordo ossia che il jobs act riguardi anche la Pubblica amministrazione. Intanto basta definirlo contratto di lavoro a tutele crescenti perchè le tutele non ci sono e con il tempo le pensioni dei precari saranno altrettante leggere dei contratti di lavoro. Precari e malpagati da giovani e in miseria da vecchi, questa è la impietosa fotografia del mercato del lavoro dopo gli interventi legislativi negli ultimi 15 anni

Recentemente al Pd sono transitati anche i parlamentari di Scelta Civica, inclusi gli assertori della cancellazione tout cort dello Statuto dei lavoratori e della piena applicabilità del jobs act a tutto il mondo del lavoro, segno che ormai alla corte di Renzi non ci sono piu’ spazi per posizioni critiche “da sinistra” (definire Cuperlo e Fassina di sinistra ci fa venire i brividi)

Proprio per queste ragioni, La Voce.info lancia la volata alla prossima riforma della Pubblica amministrazione i cui contenuti sono ancora oggetto di discussione ma precisa che se la legge 300\70 vale per il pubblico  varranno anche le successive modifiche quali appunto il jobs act. La questione è dirimente perchè nel governo esiste un conflitto tra chi vuole estendere a tutti le nuove regole sui licenziamenti e chi invece vorrebbe escludere il pubblico impiego per una sorta di scambio clientelare con i sindacati concertativi e soprattutto perchè i licenziamenti disciplinari se applicati alla lettera già oggi permetterebbero centinaia di licenziamenti per infrazioni che nel privato sarebbero punibili con minore rigore, senza dimenticare lo spettro della Magistratura contabile sul dipendente pubblico.

Su un punto possiamo essere certi: la scrittura del testo sulla Pa prevederà l’applicazione del jobs act e magari il pubblico avrà meno discrezionalità nel licenziamento di un dipendente rispetto al privato anche se nella sostanza le norme saranno identiche

La questione da chiarire è quella di chi sia la responsabilità in caso di licenziamento illegittimo: della Pa in generale (lo escluderemmo), dell’ente in questione o del singolo dirigente con relativa responsabilità erariale? Questione di non poco conto soprattutto per le pressioni della lobby sindacale dirigenziale e per la eventuale ricollocazione del lavoratore ingiustamente licenziato. Dove riassumerlo? E in che modo? Con un nuovo concorso per la riammissione in ruolo?

Al di la’ delle questioni secondarie resta il consenso di tutti su un punto: dal jobs act non si torna indietro ed è tempo di renderlo applicabile ovunque senza troppe quisquiglie

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