Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Ancora sull’Accordo sulla rappresentanza sindacale

Postato il 6 Giugno 2013 | in Lavoro Privato, Lavoro Pubblico, Sindacato | da

L’accordo sulla rappresentanza sindacale firmato da sindacati e Confindustria viene osannato sulle pagine del giornale dei padroni, Il sole 24 Ore.

Con la firma, i dirigenti di Confindustria dicono esplicitamente: con questo accordo ci saranno regole certe per evitare il conflitto,- e ancora- un accordo che impegna i contratti nazionali a definire procedure per prevenire i conflitti e sanzioni per la violazione degli accordi raggiunti nel rispetto dei principi concordati (da Il sole 24 ore del 2 Giugno 2013 intervista a Stefano Dolcetta, vicepresidente di Confindustria).

La intesa sulla rappresentanza nuoce in primis alle minoranze della Cgil, per esempio una Rsu combattiva di qualche fabbrica metalmeccanica sarebbe impossibilitata a organizzare scioperi e mobilitazioni contro qualche accordo e intesa siglata e ratificata dal 51% dei lavoratori e dalla stessa sigla di loro appartenenza.

Bene ha scritto il giuslavorista Alleva , per il quale che l’accordo non riguarda tutta la contrattazione, perché la territoriale e la aziendale restano regolate dagli articoli 3, 4 e 5 dell’accordo del 28 giugno 2011 e qui si torna all’accordo di due anni fa che prevedeva numerose deroghe alla contrattazione nazionale su materie determinanti come orari e la stessa materia del licenziamento.

L’obiettivo della Fiom, che esalta la intesa, è quella di tornare ai tavoli di trattativa in Fiat ma il Lingotto è ormai fuori da Confindustria e queste regole valgono solo per chi aderisce a Confindustria. Landini con questo accordo imbavaglia la minoranza interna della rete 28 aprile!

L’accordo dovrà essere ancora approfondito, ci sono aspetti assolutamente negativi , per esempio la decadenza dalla Rsu per il delegato che voglia cambiare sigla, a sottolineare il monopolio della rappresentanza di Cgil Cisl Uil.

Non è da scartare l’ipotesi che sulla base di questo accordo, in Parlamento, si vada a discutere di una nuova legge quadro sulla rappresentanza per evitare che i lavoratori possano organizzarsi con sindacati di base che potrebbero dire “non sottoscrivo l’accordo , lo avverso e impedisco la sua applicazione ai lavoratori miei iscritti.

La questione della applicabilità di un accordo a tutti i lavoratori, a prescindere dalla appartenenza sindacale, sarà un altro problema da affrontare, per questo l’accordo sulla rappresentatività e la intesa del 2011 sono la base su cui lavorare con ulteriore restringimento delle libertà collettive.

Dal Cobas Pubblico Impiego di Pisa

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