Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

A che serve contrapporre il 18 al 19 Ottobre?

Postato il 16 Ottobre 2013 | in Italia, Scenari Politico-Sociali | da

Cosa resta della manifestazione del 12 Ottobre a Roma? Una domanda senza risposta , eppure al di là delle piattaforme in molti sono scesi in piazza contro il Marchionnismo e le larghe intese, con la buona fede che ha riempito per anni le piazze nonostante politiche subalterne e di corto respiro della classe dirigente a sinistra.

Se l’obiettivo del 12 era quello di rilanciare una opposizione politica e sindacale contro il Governo Pd –Pdl, l’obiettivo non è stato raggiunto. A leggere le ultime dichiarazioni di Susanna Camusso sulla manovra del Governo non troviamo niente di nuovo, anzi si riproducono stancamente parole d’ordine mai seguite da una coerente e conseguente prassi sindacale e politica, per esempio quando si dice che i soldi per detassare i redditi da lavoro sono insufficienti suggerendo una differente distribuzione delle tasse per non attaccare la rendita e il capitale finanziario ma solo per portare qualche correttivo in fase di distributiva.

I grandi capitali speculativi si attaccano anche con una politica del lavoro che rimetta al centro un agire conflittuale, proprio l’esatto contrario di quello che la Cgil fa da anni, almeno dagli anni settanta (ad essere teneri).

Nella intervista rilasciata dalla Camusso a La Repubblica (http://www.cgil.it/Archivio/INTERVISTE/20131014956131014_Camusso_LaRepubblica.pdf) non si mette in discussione la logica dei tagli, si chiede di concertarli insieme al sindacato scegliendo di agire compatibilmente ai tetti di spesa, ai patti di stabilità, al fiscal compact, al ridimensionamento del welfare a politiche che hanno reso sempre più precario il lavoro.

Per essere ancora più chiari, la merce di scambio non potrà essere un reddito minimo in cambio di nuovi tagli allo stato sociale o qualche detrazione a favore dei redditi da lavoro dipendenti senza rimuovere il blocco dei contratti nella pubblica amministrazione e la politica di contenimento salariale e della spesa sociale perpetrata fin dalla distruzione della scala mobile.

Detto ciò , siamo consapevoli che lo sciopero del 18 Ottobre abbia grandi limiti, non ultimi per l’opera di depotenziamento dello sciopero attuata dagli organizzatori del 12 Ottobre, non ultime le divisioni interne al sindacalismo di base e la oggettiva difficoltà a convocare uno sciopero senza prima avere costruito casse di resistenza e campagne mirate a rompere la logica dei tagli e del fiscal compact.

Nelle ultime ore assistiamo ad una sorta di connivenza forzata tra gli organizzatori del 18 e del 19, o meglio alle difficoltà di alcune aree politiche e sociali che hanno scelto di puntare tutto sul 19 dimenticandosi che il giorno precedente c’è uno sciopero nei luoghi di lavoro. Una vecchia pretesa, quella di certo movimentismo che giudica ormai superato il conflitto nei luoghi di lavoro pensando che le contraddizioni si giochino solo e prevalentemente in ambito sociale. E’ infantile, mettere in contrapposizione il 18 e il 19, tanto è vero che lo stesso sindacalismo di base pur lavorando soprattutto alla non facile riuscita dello sciopero, si sta impegnando anche a sostegno delle iniziative del 19, unificando le lotte sindacali al conflitto sociale e in difesa di diritti inalienabili come quello all’abitare.

La unità dei soggetti sociali con la classe lavoratrice nelle sue molteplici accezioni ed espressioni riecheggia il vecchio slogan sessantottino di operai e studenti uniti nella lotta, ma è soprattutto espressione di un conflitto che si gioca in ogni ambito, anche laddove è più difficile come nei tradizionali luoghi di lavoro.

Perdere di vista anche un solo aspetto dell’agire conflittuale è non solo un errore ma la sottovalutazione della crisi e dei suoi effetti devastanti, un segnale di autosufficienza che porta solo alla sconfitta di tutti i soggetti che si muovono concretamente per riappropriarsi di tutto ciò che le politiche di austerità hanno cancellato.

Per questo il 18 e il 19 sono strettamente connessi e l’insuccesso di una giornata pregiudica la riuscita dell’altra.

A buon intenditor poche parole…

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